siamo onesti

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almeno prima della fine dell’anno. si di quell’anno che si celebra con il calendario lunare e non quello solare. quello che si celebra proprio una volta l`anno. quello che nessuno si ricorda o vuole ricordare perche` non accade in un momento dell`anno cosi` normale. perche` anche se si dovesse scegliere chi metterebbe un capodanno tra settembre ed ottobre? almeno prima di questo giorno che accade ad una settimana da oggi, io sento il bisogno di essere onesta. onesta con me stessa. onesta con chi mi vuole bene e con chi mi vuole male. onesta forse anche un po` per far diventare onesti anche coloro che fanno il mio stesso mestiere. e quindi viva l`onesta`. parliamone.

onestamente penso di essere fortunatissima. penso che non si possa essere piu` fortunati di me che faccio un lavoro, anche se ancora sono agli antipodi di esso, che mi prende la pancia ed il cuore e che mi piace da matti. sono fortunatissima perche` esercito il mestiere piu` bello del mondo. un mestiere che se si dovesse inventarlo non si potrebbe arrivare a fare cosa migliore. il lavoro piu` remunerativo a livello di emozioni e di bassissimo tasso di noia esistente sulla faccia della terra. ma anche il mestiere dove bisogna spostarti di piu`. viaggiare sempre e perennemente e mai. dico mai perdere la speranza di riuscire a farcela da solo. perche` la solitudine e` l’unica clausola sin qua non possibile per questo lavoro.

sono fotografa io. fotoreporter. non di guerra, ma di storie di vita, di costumi, di societa`. di donne e di uomini nel loro quotidiano. sono foto giornalista. faccio le news con le immagini. le cerco. le scatto e poi le vendo. se le vendo. le immagino. le costruisco e poi le rendo vere. non ci penso per un secondo. ci penso per tantissimi secondi che poi alla fine compongono interi momenti che poi diventano mesi. ma la cosa a cui ultimamente penso di piu` e la mancanza di avere qualcuno con cui condividerle queste mie storie. qualcuno con cui gioire ogni qual volta che si e` pubblicati o che si e` cambiata l`opinione pubblica con solo la forza di un nostro click nel posto giusto al momento giusto. questo perche` anche se noi fotoreporter amiamo far vedere che siamo dei forti egoisti e che stiamo bene soli. ci sentiamo talmente soli che spesso non lo capiamo mica quanto lo siamo.

quindi siamo onesti. nonostante la quantita` di amici che abbiamo sparsi in tutto il mondo. anche se ci vediamo a Perpignan per bere un pastis e parlare con i nostri colleghi/amici, anche se siamo sempre in un posto diverso per ragioni diverse con idee diverse da produrre. il volo lo prendiamo soli o forse con il giornalista assegnato al pezzo con noi. oppure, come me, che prima produco e poi vendo, il viaggio in aereo NYC- chi sa dove- e` sempre in solitaria. che poi ci piace anche un casino. ma sai che pezza farlo per tutta la vita. ci abbrutiamo. cavolo. diventiamo sempre piu` rozzi e piu` pieni di problemi esistenziali e poi non abbiamo nessuno con cui parlarne.

eppure continuiamo a mentirci su come e cosa dovremmo fare per farlo diversamente. e intanto, crogiolandoci in questa nostra totale e indifferente indifferenza e solitudine, pretendiamo di essere felice e di essere sempre sorridenti perche` il nostro lavoro e` un ficata e conosciamo tutto e tutti e facciamo il giro del mondo in 10 giorni e chissa` cosa accadra` dopo come e quando e perche`…ma chi prendiamo in giro, dai?

ovvio, io parlo per me. ma giuro che le statistiche sono alte. pero` non rinunciamo a questo per avere quello. continuiamo imperterriti a vivere questa vita di solitaria solitudine perche` il nostro e`, in fin dei conti, il “lavoro piu` bello del mondo” e quello della solitudine, l`amarissimo prezzo da pagare e noi lo accettiamo.

pero almeno siamo onesti sul fatto che lo siamo e che non siamo poi cosi` fichi come ci dipingono tutti. siamo solo squattrinati come non mai. alcolisti quanto basta per non ricordare nulla dello shooting della sera prima e presi da noi stessi pure troppo.

pero` se non facessimo questo di lavoro. chissa` cos’altro sapremmo fare. nulla direi. io nulla. e quindi. si continua la routine. ad maioram. yalla!

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