la luna piena, un fotografo della magnum e una notte di mezza estate *(romana)…

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Ci sono certe sere che non ti va di uscire di casa. Sei seduta comoda sul tuo divanetto con un libro in una mano ed un bicchiere di vino rosso nell’altra e pensi a cose mai vissute e ad un passato passato troppo in fretta. Ti rimugini su tutto quello che non hai mai raggiunto e su tutto quello che ancora vorresti ottenere nella vita. Ti crogioli in certe emozioni che se potessi non rivivere piu` lo faresti, ma questa sera di luna piena non puoi proprio farne a meno. Sono li` nella tua testa e non ti lasciano stare manco a pagarli. Quindi li lasci passare, li lasci pensare alla tua testa, ma il tuo corpo inizia a fremere. Devi alzarti, devi uscire, devi assolutamente portare il cumulo di ossa fuori di casa per un giro. Anche solo un giro in macchina per respirare aria pulita e non pensare piu`. Smettere di tartassarti sul significato delle vita e sugli attimi buttati via e sul perche` di come sei e di cosa vorresti invece essere. Non ci sono risposte semplici nella vita. Mai. Questo lo sai bene. Ma ti ostini a cercale anche se sai che e` una vera tortura…

…poi finalmente esci e l’auto di porta dove saresti dovuta andare, ma non ti andava. Arrivi e ti siedi nel pubblico senza pretese alcune, senza pensare a cosa dovrebbe essere questa serata tra fotografi a cosa realmente ti interessa di essere li` in una sera cosi`poco serena. Ma poi senti un signore di 84 parlare in Ebraico di come lui scatta da oltre 60 anni e da come la vita da fotografo gli ha cambiato i connotati. Guardi il suo sorriso sotto questa barba bianca che sembra si quella del padre di Heidi, ma che in fondo e` ingiallita dal sole ardente in un Medio Oriente arso dalla guerra e dalla polvere del deserto infinito.

Guardi Micha Bar Am mentre commenta ad una ad una le sue immagini come se rivivesse la storia che vi e` dietro ogni suo scatto con te in quel preciso momento. Ti viene la pelle d’oca e inizia ad immaginare un futuro come il suo e ti scappa un sorriso a mezza bocca che poi diventa una risata di sana pancia. Non capisci se sei emozionata o infastidita dai pensieri in liberta` che ti saltano fuori ora. Sai solo che quella persona che ti e` davanti e` una di quelle persone che sono simbolo del lavoro che anche te stai cercando da anni di fare, in piedi li` in mezzo alla folla di Romani indaffarati a sentire e a guardare, ci sta il simbolo della generazioni di fotografi che hanno iniziato il mestiere di fotogiornalista, un emblema non da poco, un pezzo di storia che si materializza davanti ai tuoi occhi di giovane fotografa al primissimo libro e alla seconda mostra fotografica. Rimani imbambolata e la mente allora smette di pensare alle cazzate che ti balenavano in testa. Smette di sentire ronzare scemenze e si conocerta sulle parole pesata di questo “padre” di una fotografia analogica di guerra e di vita, amico di Cornel Capa e uno dei fondatori dell`ICP a NYC, nonche` membro della Magnum Photos.

L’unica cosa che pensi ora e`: Cazzo che figata essere qui ed io che volevo rimanere sul mio divanetto a pensare!

Poi ti alzi, gli stringi la mano e gli regali il tuo libro. Lui lo guarda, lo gira e dice: “Burn BOOKS? Ma e` la casa editrice del mio amico David Alen Harvey? Io lo conosco bene lui. Bellissima persona. Brava. Lo guardero` presto con attenzion. Grazie del regalo.”

Gli fai un ultimo sorriso e lui ricambia con un inchino da gentiluomo ed un grazie per essere venuta.

La luna piena in effetti non ha fatto poi troppo male ad uscire proprio oggi in una serata di mezza estate romana come questa…

 

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