26 Ottobre, 2012

Caro Nonno Orso,
Io oggi ti voglio dire soltanto arrivederci a più tardi. A tra poco, a quando anche io ti raggiungerò tra le nuvole bianche ed i cieli stellati.
Oggi non ti dico addio e non mi dispero nemmeno perché` tu per me ci sei e ci sarai in ogni mio passo, passato o futuro che sia *(si anche quando, finalmente, mi deciderò a sposarmi).
Oggi ti dico solo arrivederci con il sorriso a mille denti che dicevi che avevo perché` lasciandoci nel mondo terreno con nonna a cui badare e papa` e zio Dany da affiancare, ci hai assegnato un compito unico: il dover di ricordarti nel migliore dei modi. Allora io ti saluto con un sorriso come quello che eri solito farci te quando sapevi che avevamo fatto delle “sciocchezze” e che da una parte avresti voluto rimproverarci, ma dall`altra invece ti ammorbidivi e ci viziavi. Ti saluto con lo stesso sorriso che eravamo soliti scambiarci dopo le ennesime liti su quale metropolitana prendere a NYC con il caldo afoso di un Luglio impossibile o su quante volte avrei dovuto chiamare Maurizio Ameri.
Si, eravamo proprio due “impiastri” io e te, sempre a battibeccare su tutto, ma dopo ancora piu` vicini e piu` complici come se il mondo fosse nostro da conquistare e noi due fossimo una banda invincibile.
Nonnino mio stupendo perché` bello lo sei sempre stato anche su quel gelido letto di ospedale. Nonno mio Orso e Leone e, a volte, anche un pochetto Italo. Nonno amante del gelato al cioccolato, del finocchietto tagliato in dadini e del sashimi, che mi sei venuto a trovare fino in Colorado per mangiarlo nel ristorante che piaceva a me. Nonno Sprint che con la nonna a carico, anche lei munita di super poteri, vi siete sempre avventurati su aerei di ogni compagnia per inseguirmi nei miei viaggi in lungo e in largo per l`America.
Nonno adorato, sei stato il nostro pilastro. Sei tu che ci hai indicato la strada sempre e che ora lasci che la percorriamo senza piu` aver bisogno *(lo credi davvero?) del tuo esempio…anche se so che ognuno di noi a suo modo non fara` altro che seguire le tue orme e tentare di assomigliarti in ogni suo passo.
Nonno Adorato che fino all`ultimo respiro ti sei aggrappato alla vita per la gola e l`hai tenuta a bada decidendo dove e come dovesse essere. Le tue unghie si sono tenute strette e le tue dita, sempre perfette, le vedo ancora ogni volta che chiudo gli occhi la notte e le stringo con il pensiero come se loro in cambio stringessero me. Nonno esemplare che ci ha insegnato fino all`ultimo che un dono come la vita la si deve assaporare in ogni suo gusto ed in ogni sua forma anche la piu` difficile ed inspiegabile di tutte.
Nonno mio e non solo, oggi io ti saluto con un sorriso a denti bianchi ed occhi socchiusi come erano i tuoi quando dormivi e ti dimenticavi di chiuderli e noi per ore potevamo vedere il blue di questi trafiggerci attraverso l`anima perché`, fino all`ultimo, hanno riflettuto di luce propria ed hanno brillato e sono apparsi tranquilli anche nel caos più totale della tua incomprensione alla malattia che ti affliggeva. Quegli stessi occhi che ormai io vedo mi fissano di giorno in giorno e mi dicono che tutto è “logico” e tutto è “sensato” e che “chi vuole essere lieto sia, di doman non c’è certezza.”
Nonno che e` Orso e pure Bruno, che al Gran Canyon mi regalasti un anellino d`argento intrecciato e che io portai per 11 anni, nonno che mi stringevi la mano in ospedale e implorandomi aiuto, mi davi la forza per imparare a proteggerti e a darti sollievo in queste tue ultime ore, io non ti dimenticherò mai ed il sorriso che mi facevo ogni volta che tornavo a casa da mesi passati fuori a viaggiare o a vivere lontana, beh, quello e le lacrime che versavi dalla commozione, mi fanno venire la pelle d`oca anche adesso che finalmente capisco che te per me non eri solo un nonno che mi comprava il pezzo mancante dell`ultima macchina fotografica o che mi portava a cena fuori, ma eri un pezzo mancante di me. Il cofano di un`auto sgangherata che fa fatica a camminare senza di esso, eri la mia marmitta ed il mio gasolio. Si, spesso mi impiccavo a capire perché` eri stato con me così severo negli anni e perché` mi avevi strillato per anni, ma chissà perché` in questo giorno non ricordo una volta sola in cui alla fine non ti dovessi dare ragione.
Nonno mio arrivederci con la stessa parlantina di cui tanto di prendevi gioco anche dal letto di ospedale da cui mi rimproveravi di parlare troppo e troppo in fretta e di “rincretinirti.”
Nonnissimo a cui voglio un bene viscerale di quelli che quando smettono di esistere si sente il diaframma che si comprime e l`aria che non entra piu` dalle narici e si crede di soffocare…grazie che mi hai incamminato nella vita per quasi 30 anni. Grazie che ci sei stato e sei stato presente in tutto quello che ti e` stato possibile. Grazie anche che alla fine mi hai dato il tempo di fermarmi e di rincorrerti io per una manciata di giorni e di esserci stata per te in un momento così difficile come tu hai fatto per me fino ad ora *(vedi di non andare in pausa secolare, che io ho bisogno di miracoli veri da lassù…tu sai di cosa parlo!)
Nonno, non ti preoccupare che ora alla tua “roccia granitica” o nonna Paola ci pensiamo noi e che Papi e Zio la mano sulla testa gliela darai sempre te, mentre noi li faciliteremo le salite e le discese più ardite.
Non sarà opera facile poterti eguagliare e non credi di poterci riuscire per intero, ma ce la metterò tutta anche perché` tu hai sempre aiutato tutti nella tua vita ed io credo davvero di dover fare lo stesso.
E` un onore portare il tuo cognome.
Grazie della tua fiducia, del tuo amore, della tua creatività`, della tua caparbietà e delle tue mitiche caramelle ai frutti di bosco. Grazie di avermi donato la vita.

Ti do un bacio sulla fronte
Tua imperatrice, Sara.

Ps ti ho gia` fregato un cappello.

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