Mio nonno Bruno Valabrega 14.12.1924–24.10.2012


Nonno mio,
e` ormai passata una settimana da quando sei volato in cielo e da quando, noi tutti speriamo tu abbia ritrovato i tuoi genitori da tempo scomparsi per mano brutale dei Tedeschi.
Sappi che pero` qui giu` nella terra ferma tu hai lasciato proprio un vuoto che e` talmente vuoto che nessuno di noi prova nemmeno a colmarlo. Ti lasciamo ogni sera il piatto apparecchiato e speriamo tutti che da un momento all`altro tu appaia dalla porta scorrevole del salone con la tua fronte aggrottata, le tue sopracciglia tirate su e che ci dica di andare a tavola che e` pronto…ma tu non esci, dalla porta non ci passi, i tuoi passetti svelti non si sentono per il corridoio buio e la mattina non porti piu` il caffe` a letto a nonna Paola e le tue grida mentre cerchi di marcare la tua opinione, non sono piu` udibile alle orecchie umane *(anche se sappiamo che lassu` credo tu stia facendo un bel “patatrac!”).
Nonno mi manchi anche quando eri furioso con me. Mi manca l`odore dei tuoi capelli e del tuo dopo barba. Mi mancano le tue unghie sempre perfette e i tuoi sorrisi. Piu` di tutti pero` mi mancano quegli occhi blu che erano solo tuoi e che mi hanno guardato dal lettone dell`ospedale fino alla fine.
Per darmi forza e per darla anche a papa` che della tua mancanza soffre piu` di tutti, io sto cercando di vederti in altro modo. Provo a sentire la tua presenza anche senza aver davanti il tuo viso o a tenerti la mano come ho fatto per 21 giorni in ospedale, spesso mi fermo e penso a come ti comporteresti te in certe situazioni e in questo modo mi sento a te piu` vicino che mai.
Come in questi giorni di caos assoluto dopo la tua morte, dove tutti e tutto non ha piu` senso e la famiglia e` unita, ma confusa e non sa come fare senza di te, ma lo nasconde perche` fa male tirarlo fuori tutti i giorni, ecco io all`inizio sono impazzita come loro, mi sono ribellata al loro continuo volermi dire come dovessi fare le mie cose e come mi dovessi comportare e perche`, pero` poi dopo tre giorni cosi` ho capito che tanto era solo tempo perso che la nostra cocciutissima Famiglia Valabrega non capisce che a volte a mettere il naso nelle questioni degli altri si fanno due fatiche e che bisogna lasciare al prossimo la possibilità` di fare i suoi errori e di scegliere della sua vita da solo. E quindi, ho adempito ai doveri familiari assecondandoli di piu` e cercando di stare il piu` possibile in silenzio come eri solito fare te in quest`ultima parte della tua vita. Un silenzio forzato come il tuo, forse anche doloroso perche` a volte necessitario di sfogo, ma un silenzio terapeutico e un silenzio che mi ha creato uno spazio dove esistere solo per me anche nelle dimensioni di una casa piena di gente che si mi vuole bene, ma che spesso e` ingombrante.
Io lo so di aver tagliato il mio cordone ombelicale, ma loro credo ancora di no! Te invece lo sapevi bene e mi rispettavi per questo piu` di tutti…certo mi rimproveravi tanto, ma me ne facevi passare anche molte!
Sai, negli anni che ho vissuto fuori casa, la mancanza della famiglia e` stata talmente forte che io, per paura e per necessita` di sopravvivenza, ho dovuto mettere un filtro alle mie emozioni, smettendo di sentire tutto cosi` forte e cosi` intensamente, quindi ora io i dolori li sento sempre in ritardo, come credo mi stia succedendo dopo la tua scomparsa…nonno perche` non sono riuscita a piangere al tuo funerale e perche` anche oggi non riesco a versare una sola lacrima…nonno mio che mi succede, tu eri per me un secondo padre ed io non sembro nemmeno triste anche se, quando penso che non vedro` piu` i tuoi occhi blue mi sento mancare?
Che strana e` la sofferenza umana? Si impone come vuole lei e, a modo suo, diventa tagliente quando meno te lo aspetti.
Vabbe`…lascero` il tempo alla Torah, come mi avevi detto una volta e come ora ripete sempre papi e vedro` cosa mi riserva il futuro senza il mio capostipite ad illuminarmi il cammino. Ti prometto pero` che io lo faro` con il sorriso a tutta bocca e che nelle tue orme ci passero` e mi faro` valere in ogni passo cercando di assomigliarti e di renderti fiero di me come me di te.

Puo` un bacio arrivare fino in Paradiso? Io credo di si, in questo caso te ne mando 1,001 e se tu potessi passarne anche uno all`atro mio nonno che e` spero di nuovo un tuo accanitissimo avversario di scopa?

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