il pallone nelle mani di una donna

*THIS BLOG POST WILL BE IN ITALIAN IN HONOR OF THE NAZIONALE SCRITTORI ITALIANI THAT I HAD THE FORTUNE OF MEETING AND PHOTOGRAPHING ALL WEEKEND DURING THEIR TOURNAMENT IN HAIFA, ISRAEL. THEY WON THE WORLD CUP AGAINST A PRETTY COMBATIVE ISRAELI TEAM THAT HIT THEIR CAPTAIN AND BOMBER FRANCESCO TRENTO CAUSING HIM A CHEEK BONE FRACTURE AT 45 MINUTES FROM THE END.
BRAVI RAGAZZI!!!

Guardate il video del campionato qui.


Avete presente quando vostro marito vi ignora mentre gli passate davanti magari anche nude o con della lingerie appena comprata? Lui sta seduto comodo e pigro sul divano di pelle nera che c`avete messo sei anni a pagare, la birra in una mano ed il telecomando nell`altra. Il suo sguardo e’ perso nel vuoto, come ipnotizzato. Fate la passeralla davanti a lui piegandovi a raccogliere briciole inesistenti cosi` perche` vi guardi anche solo di lato. Avete speso 200 euro per questo perizoma in seta e perle magari speravate che almeno quello e l`escamotage della donna delle pulizie con lo scopettino in piume di struzzo avrebbe vinto sul calcio.
Invece no.
Quella era una partita storica diceva lui da settimane. Niente lo avrebbe dissuaso a cambiare canale, ne`, tanto meno, a girare la testa nemmeno di 23 gradi a sinistra per ammirare la mogliettina tutta impacchettata nelle sue nuove mutandine e brasier.
Figuratevi se Gardo avrebbe mai alzato lo sguardo per una fesseria simile quando in TV davano una replica della partita Italia-Brasile del 1982, arbitrata dal famosissimo Abraham Klein.
Sarebbe potuta passare davanti alla TV Naomi Campbel coperta di fango con altre due pantere nere e lui non si sarebbe mosso.

Diciamo che se il discorso fosse fatto al femminile, io oggi magari avrei pure dato retta a Gardo, ma solo se a giocare fossero stati una manica di ultra 40enni in veste di scrittori e se la partita si fosse svolta nella citta` nativa del Maccabi Haifa in una torrida giornata di mezza estate e se gli avversari fossero stati gli Israeliani stessi che avevano proposto l`invito.
Non ci sarebbe stato Raul Bova in perizoma che avesse tenuto, i miei occhi sarebbero rimasti inchiodati allo schermo, o al bordo campo in questo caso, senza minima distrazione. Eppure sono una donna onesta e nemmeno 30enne e quando ero al liceo Raul era un sogno irraggiungibile, ma ecco, sta di fatto che il calcio fatto ‘cor core come se dice a Roma e`piu` bello di qualsiasi belloccio intoccabile. Le dinamiche di una squadra di scrittori che gioca per difendere un titolo campato in aria, inventato per gioco con la stessa serita` e la stessa passione di come 20 anni prima magari avrebbero giocato al Toro in finale, beh fa quasi venire la pelle d`oca a scriverlo.
E cosi` e` stato il 12 Giugno 2012 allo stadio centrale di Haifa: La nazionale Italiana Scrittori di Osvaldo Soriano ha preso il titolo di Campioni del Mondo in un incontro di tre giornate contro l`Israele di David Grossman ed io, quasi per sbaglio, ero li` a fare il tifo e le foto e poi alla fine, quando il bomber e` stato colpito in faccia da una capocciata avversaria, anche una specie di crocerossina on the spot.

Per questi quattro giorni intensissimi mi e` sembrato di essere tornata ai tempi del college negli USA quando si partiva in trasferta con la squadra di triathlon in pullman verso il Messico o l`Arizona per i campionati Nazionali. In quelle giornate di vita sportiva non esistevano differenze di sesso, non ci stavano misure di nessun tipo, si gareggiava, si tifava, ci si ubriacava e si ripeteva il tutto almeno tre volte. Poi, arsi di sole, un po` sgangerati, ma sorridenti, si risaliva sul bus per un viaggio di 24 ore di ritorno verso Boulder, la cittadina di montagna dove andavamo a scuola, per poi separarsi con i lacrimoni all`arrivo, prima di riprendere la settimana scolastica. Nel cuore pero` il ricordo di aver condiviso una coppa tutti insieme in un paese straniero dopo aver dormito ammassati in stanze di albergo per quattro persone in otto, aver mangiato gels e power bars per settimane e aver ingerito litri di birra Tekate post-gara per dimenticare il caldo, le vesciche ed i dolori ai polpacci. Emozioni di altri tempi che questo squadrone di stalloni Italiani e per di piu` scrittori mi ha fatto rivivere da un altro punto di vista, quello di tifosa donna in mezzo a litri di testosterone.

Certo, non ho giocato, ma ero li` a bordo campo che urlavo a squarcia gola, con il cuore nelle mani e le dita impregnate di quel succo prezioso di anima Italiana che mi e` rimasta dopo 11 anni all`estero. Le foto ne sono ricordo, la coppa ne e` testimone, ma le urla di gioia di questi uomini ritornati bambini con la palla al piede e le ginocchia sbucciate dal campo d`erba, beh quelle non si possono nemmeno descrivere. Magari se glielo chiedete ne scriveranno un libro loro, io mi limito a dire che hanno fatto venire la pelle d`oca ad una che il calcio (o calcetto come lo chiamo per scherno) lo ha sempre un pochettino evitato perche` teneva mio padre, mio nonno e tutti gli uomini di casa lontani da noi la domenica pomeriggio ed era una cosa che non capivo e mi faceva sentire ignorata e triste.

Forse da oggi pero` ho cambiato idea. Il calcio per noi Italiani non e` una scelta, non si deve accettare, si ha gia` nel sangue dalla nascita, come i geni del colore dei capelli o quelli delle gambe lunghe o corte. Se si nasce in Italia, si ama il calco, maschio o femmina che sia, magari si impara dopo che non lo si ama solo perche` e` uno sport di uomini sudati che corrono dietro ad un pallone, ma, se fatto bene senza doping, scommesse fasulle e arbitri comprati, e` un gioco di vita che non vede limiti e che vale lo zigomo spappolato del bomber capitano pur di portare a casa la vittoria e la coppa.
Azzurri di penna, mi avete fatto sognare. Grazie di cuore e alla prossima. Questa volta verro` con i pon-pon ed il biking cosi` magari riesco a distrarre gli avversari…🙂 Francesco, rimettiti che ci servi tutto d`un pezzo!

7 thoughts on “il pallone nelle mani di una donna

  1. Fabio Geda says:

    Grazie per la presenza, Federica. Sei stata preziosa!
    A presto.

  2. Emiliano says:

    Ciao Federica, bellissimo. Grazie di cuore, sei stata la nostra arma in più. Ormai non potrai più mancare! Un abbraccio di squadra.🙂

  3. Grandissima Federica la più tosta di tutti
    effeffe

  4. Carlo says:

    Grazie Federica, ci hai dato entusiasmo anche tu, in questo “gioco di vita”! un abbraccio e a presto! Carlo

  5. emmanuele says:

    una di noi, fede una di noi, una di noi, fede una di noiiiiii !!!!!!

  6. Grazie mille ragazzi. Ora pero` non perdiamoci di vista ok? Io passero` per l`Italia varie volte e voi non fate troppo i preziosi, ok? Poi, se passate per Gerusalemme nei prossimi due mesi o per NYC dopo, fate un fischio, che io accorro come Lesse. Baci a tutti e FORZA AZZURRI DI PENNA!!!🙂

  7. francesco trento says:

    Grandissima Fede… io di sicuro non farò il prezioso. Confermo che in quei dieci minuti di ambulanza sei salita sul podio dei miei migliori amici, quindi no, non ci perdiamo di vista di sicuro. Un abbraccio di cuore!

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