e` passata gia` una settimana

E` passata gia` una settimana da quando il mio meraviglioso nonnino Vittorio e` volto al cielo ed io ancora non ci credo.
Erano mesi che stava proprio male, ma comunque il suo averci lasciati cosi`, di punto in bianco mi ha confuso molto e tutt`ora mi confonde, forse perche` sono lontana e non sento un forte cambiamento, se non il fatto che lo sogno quasi ogni notte senza una ragione precisa. Lo sogno ancora vivo e poi mi sveglio e lui invece non ci sta piu`. Pensare che l`ultima volta che l`ho salutato era gia` in ospedale per la terza volta e che dentro di me speravo in questa sua morte veloce perche` la sua non era piu` vita, non quella che lui, amante del cibo, delle passeggiate e del suo paese Marchiggiano, voleva vivere. Lo sapevamo tutti, ma comunque continuavamo a sperare in una sua guarigione perche` l`imperfezione umana e` tale da sperare che la vita duri per sempre…

Pero`, ora che e` tutto vero, che le mani degli Angeli hanno portato mio nonno lassu`, non ci sono parole per descrivere cosa questa morte significhi per me. Non e` solo il fatto che una parte del mio passato non ci sia piu` e che ogni volta che tornero` casa, Castel Di Lama non avra` mai piu` lo stesso significato che aveva prima, ma e` soprattutto la presa di coscienza che la vita e` davvero futile e che, troppe volte non si pensa alla sua importanza e a come, visto che si ha un tempo limitato su questa terra, si debba godere affondo di tutto quello che si ha senza darlo per scontato mai. Sembra un passo della Bibbia o una cantilena, ma non ci si rende conto di quanto questa frase sia vera fino a che non si perde qualcuno di speciale e ci si ferma a pensare che un giorno o un altro anche noi voleremo via senza una spiegazione e, tutto d`un botto, la nostra vita sara` finita, niente piu` caffe`,biscotti al cioccolato o vino rosso, solo nuvole e cielo. Allora, per favore, oggi che siamo ad una settimana dal volo divino di Nonno Vitto, fermatevi a pensare per un secondo. Fermatevi e fate un minuto di silenzio e pensate dove volete che la vostra vita vada, quale direzione volete prendere, poi giratevi e cominciate a camminare…nonno Vitto dal niente ha costruito un impero di persone che lo adoravano e la sua carriere di medico parla da sola. Noi come figli, cognati, nipoti, non possiamo fare altro che andare avanti a testa alta e vivere la “miglior vita possibile.”
La morte di nonno mi ha fatto capire un sacco di cose, ed oggi sono sicuramente piu` certa di una settimana fa di cosa conta piu` della propria saluta, il volersi bene, l`accettarsi ed il rispettare se stessi per permettersi di scalare la montagna piu` altra di tutte se lo si desidera e arrivare in cima ancora con lo stesso sorriso con cui si e` partiti. Tutto e` possibile…non demordete mai, di ostacoli ce ne saranno a bizzeffe, saltateli e rimettetevi in carreggiata. Io l`ho fatto un paio di volte, so che ne arriveranno mille altri, ma ora piu` di prima, so che se mi voglio bene e mi conosco li salto prima che diventino troppo altri…nonno il suo piu` grande lo ha saltato in stile, ora tocca a noi fare altrettanto.

Il mio insegnante di Yoga, Dharma Mittra dice sempre che “tutto e` perfetto” cosi` com`e`, anche la morte basta sapere che anch`essa in un modo o in un altro fa parte della vita e non ci sta bisogno di spiegazioni. Per non avere paura della morte e non farsi lacerare dalla perdita di un parente, bisogna imparare a lasciare che l`inspiegabile rimanga tale e accettarlo cosi` com`e` perche` parte di questa nostra strana esistenza terrena. Questo e` l`insegnamento piu` importante che si possa trarre dalla morte di un nostro caro. Sentire quello che si sente senza spiegazioni, senza dover mai giustificare le proprie sensazioni e` l`unico modo per sorpassare il dolore e renderlo un`altra nostra grande fonte di energia. Nonno Vitto era il primo ad insegnarci ad essere sempre noi stessi con tutti in qualsiasi occasione: semplici, ma veri.

Quindi, io accetto il mio sentirmi confusa e il non credere che lui non ci sia piu`senza la necessita di voler analizzare il perche` di questo sentimento, ma solo volerlo accettare fino a che tra qualche mese non tornero` a Castel Di Lama, il suo paese che era anche un pochettino il mio di paese perche` i miei nonni li` mi ci avevano cresciuta, e allora, forse solo allora, mi rendero` conto di cosa davvero possa essere una vita senza Sor Vittorio, “il nonno povero,” come si chiamava da solo quando ci dava 50 euro a testa per comprarci quello che volevamo, “il nonno cacciatore” quello che a 8 anni mi porto` con lui e Chris a cacciare la mattina prestissimo ed io che correvo appresso ai cani e lui non poteva sparare per paura di farmi male. Il nonno che, nonostante la distanza, mi ha scritto le lettere oltre-oceano quando vivevo in Colorado dicendomi che mi era vicino mentre studiavo medicina. Solo quel giorno, purtroppo solo allora, in quel momento che verra` io capiro` quanto mi manchera` questo stesso nonno che mi ha regalato il suo orologio d`oro quando mi sono laureata…lui Nonno Vitto, che fisicamente non ci sta piu`, ma che io ormai saluto quando guardo il cielo blue, mattina, pomeriggio e sera come ho sempre fatto con Nonna Anna Maria.
Buona nuotata nel cielo stellato stanotte nonnino mio dolce, e` passata una settimana, ma e` come se io ti avessi baciato la fronte e stretto la mano come facevamo sempre per vedere se stavi bene, due minuti fa. Proteggici da lassu` e indicaci la strada giusta qualora perdessimo il senno e scegliessimo un percorso sbagliato, ormai anche te, come Nonna Anna Maria, fai parte del nostro “esercito privato di Angeli Custodi.” Grazie di esserci stato per me sempre. Ti amo ora e lo faro` sempre, questo non te lo prometto, te lo giuro dal profondo del mio cuore.

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