Ode a Nonno Orso

Caro Nonno Orso,
oggi ho finalmente visto i tuoi occhioni blu e sei riuscito, nel dolore, a farmi l`occhiolino e a farmi capire che ci sei ancora. Ti ho tenuto la mano e me l`hai stretta. Ti ho asciugato la fronte e mi hai quasi sorriso. Sei dentro tutti noi come un`onda d`oceano in tempesta…ti levi su`, arrivi all`apice, fai la schiuma e poi ti schianti di colpo sulla riva del bagnasciuga e ci dici la tua, sempre. Ti contraddici, a volte ti arrabbi, ma sei li`, ci sei sempre, puntuale e caparbio nel darci la spinta giusta in avanti.

L`America me l`hai fatta scoprire te, nonnino mio adorato. L`oceano l`ho salpato grazie ai tuoi sforzi ed hai tuoi sacrifici. Ora tocca a me perche` io sono te. Tocca a me darti la forza che te mi hai dato per questi splendidi 28 anni. Tocca a me accarezzarti la fronte e asciugarti la faccia. Tocca a me sbaciucchiarti come quando ero piccola e stavamo a Cortina all`Hotel Pocol e andavamo a fare le camminate in montagna e tu mi chiamavi “la tua imperatrice.”

Nonno Orso che oggi Orso non eri affatto, io ti ho dentro di me sempre. Ti porto ovunque anche per tutto questo lungo periodo di vita all`estero (certo te non mi credevi che stavo bene–ed avevi ragione–e allora sei venuto cosi` tante volte a trovarmi che mi hai convinto quasi a farti venire a vivere con me come roommate doc, poi pero` nonna Paola sarebbe diventata gelosa!)

Ma ti ricordi la primissima volta che sei venuto a trovarmi a Boulder? Hai conosciuto i genitori Americani e abbiamo fatto il Kippur insieme in una sinagoga riformata che non ti e` piaciuta per niente, per non parlare del cibo Ashkenazy (che grande schifezza)? E quando invece hai fatto quel discorso meraviglioso per la mia laurea? Hai fatto piangere tutti anche se leggevi in Italiano ed io traducevo. Sei venuto in capo al mondo per me, perche` credevi nelle mie possibilita` e non hai mai desistito. La tua energia ed il tuo amore non mi sono mai mancati, ma forse io avrei potuto fare di piu` per farteli sentire anche a te.

Per me sei salito su un aereo a 81 anni per venire anche a Washington,D.C. per l`altra laurea, quella da giornalista e pure li` ti sei dato da fare per farmi commuovere, mi hai regalato un cuore rosso dicendomi che me lo donavi per darmi coraggio nei momenti di bisogno anche se non sapevi che il coraggio vero sei tu davanti a me sempre (come quando ero bambina ed in sinagoga dalla parte delle donne potevo vedere solo la tua schiena coperta dal talled, ma poi ti giravi e mi mandavi un bacio per rendermi partecipe della tua preghiera).

Oggi quando ti ho visto era palese che sei un lottatore e che ce la stai mettendo tutta. Questa tua forza e caparbieta` nella vita e` contagiosa ed io spero in questi giorni di poter trasferirti la stessa energia e calma e la stessa voglia di vivere che tu stai facendo vedere a me.

Nonnino mio stupendo, meraviglioso, adorato, non esiste una persona piu` generosa di te. Non ci sta.

Tu sei per me la voce che mi benedice quando vi sono lontana e sei l`esempio di una vita di sacrifici e di lotte. Sei il bastian contrario che a 17 anni, orfano di genitori rubati dalle razzie Naziste, ci hai regalato la vita. Sei l`argilla di quell`opera d`arte che e` la nostra famiglia Valabrega (con gli alti e bassi, ma bella e viva e che ora ti sta attorno e ti protegge come un guerriero tiene a bada il suo forte per renderlo inespugnabile). Sei quello che mi regalava il gran caffe` a Sant’Esutacchio la mattina. Sei il goloso che mangiava la crema di marroni sul pane fresco e sei il nonno che mi viziava comprandomi la ricotta calda da mettere sulla pizza bianca per colazione a Santo Stefano (la tua Brisola).

Sei quello che per anni mi tirava giu` dal letto dicendomi che il mattino ha l`oro in bocca e che mi dovevo sbrigare. Quante volte ho ritirato su` le lenzuola e ti ho ignorato e quante volte te sei tornato per svegliarmi di nuovo. Quanto te ne sono grata oggi! Quanto ti sono grata di tutte le volte che mi hai sgridato perche` facevo male (non ho mai capito il fatto del fischiettare, ma forse lo capiro` poi) e quanto vorrei che tu potessi leggere questa mia letterina ora e magari sentirti meglio, ma dentro io lo so che tu lo sai che io ci sono.

Dentro io lo so che tu sei forte perche` sai che ti siamo grati e siamo onorati di chiamarti nonno ed abbiamo ancora bisogno di te. Io so che tu sai che io ti amo con tutto il mio cuore e se potessi alleviarti anche un pizzico di queste sofferenze lo farei, ma la vita e` ingiusta a volte e porta nel grembo dei forti dei dolori piu` grandi di loro.

Grande nonno sprint, sei una forza della natura e hai deciso di attaccarti alla vita con i denti e devi tenere duro perche`noi non ti lasciamo ancora andare, Orso Bruno Capostipite.

“Shema Yisrael Adonai Eloheinu Adonai Echad”
AMEN.

Pongo il mio cuore nelle tue mani ed il tuo in quelle del Signore,
Tuo Batuffolo Rosa

2 thoughts on “Ode a Nonno Orso

  1. Liz says:

    in english, please, my dear.

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