Jonan nella pancia della Balena

Oggi mi sono sentita come Jonan. Solo che la pancia non era quella di una balena (per fortuna), ma quella di una nave da carico che nel 1800 portava il nitrato dalle coste Europee passando per Capo Horn e arrivando al Cile. Una nave enorme che circa 200 anni fa viaggiava per mare piena di studenti che, oltre a portare il carico a destinazione, imparavano a fabbricarsi le cime ed i cavi di metallo dormendo solo poche ore al giorno. Ragazzi piu` giovani di me che salpavano per mesi interi e forse non tornarono mai.

Questa giornata mi ha fatto capire che a New York City e` davvero tutto possibile. E` bastato un mio sorriso, una tazza di caffe` ed due uova al tegamino per riscaldare l`animo pio di Blair, il marinaio di vedetta sulla Perkins, questa nave gigante parcheggiata sul Pier 17 vicino a Wall Street. Mi ha visto impacciata che gli domandavo quanto mi sarebbe costato visitare questo gioiello e mi ha risposto: “se mi mandi le foto, ti faccio un tour gratis!”
Come poter rinuciare!

Il mio intento lasciando Brooklyn alle 10 del mattino era solo quello di avventurarmi alla volta del Sea Port Museum dove sapevo ci fosse la mostra di foto di Stieglitz.
Ma le cime bagnate e buttate li` sul molo, i gabbiani che svolazzavano in cerchio sopra la mia testa e questa prua gigantesca che mirava verso i grattacieli altissimi di Wall street, sembrava urlassero come le sirene fecero con Ulisse richiamando la mia attenzione.

Ed io, non essendo legata a nessuno albero maestro, mi sono lasciata prendere e portare nella pancia di questa bestia per vivere il sogno di ogni bambino che abbia letto Moby Dick o che abbia almeno una volta pensato di voler arrivare in Cile via oceano, passando per la punta piu` a sud del mondo.

Non avrei mai creduto uscita di casa ieri di finire a sgattaiolare tra i cavi di ferro e le cime imbevute di acqua salata e di rugine nel ventre di un vesselo cosi` grande e cosi` pieno di storia. Non stavo nella pelle, mi sembrava di essere nel Titanic, anche se mancava Di Caprio! Ma ci stava la sala da ballo del capitano e anche la cucina ed il tavolo da gioco dei marinai con i letti a castello ed i pigiami ancora piegati.

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