le soddisfazioni piu’ grandi nella vita vengono sempre dai sogni

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…dai quei sogni pero’ sognati per caso, quelli che la mattina ti svegli e non ne conosci il perche`, ma ti alzi con il sorriso sulle labbra senza motivo, sai solo che sei felice di aver fatto quel sogno e di averlo finito in quel modo cosi` sconosciuto e incomprensibile, ma pur sempre soddisfacente. Quelli che fai fatica a ricordarti i dettagli, ma te la ridi sotto i baffi perche` mentre li rivivi sai che hanno un non-so-che` di diabolico e magico dentro.

Il mio sogno risale a quando avevo 23 anni e studiavo al Masters di giornalismo a Washington, D.C. e non avevo idea di cosa significasse voler pubblicare un articolo con la mia firma, non sapevo che questo veniva accompagnato da un feeling di ansia misto all`adrenalina e alla soddisfazione. Non avevo idee che la prima volta che avessi visto la mia foto pubblicata sul New York Times Magazine quattro anni dopo, avrei tremato. Per non parlare del giorno in cui ho pubblicato il mio primissimo libro di fotografie che a malapena potevo parlare….

Sono stata per lo piu’ in silenzio sul Blog in questi mesi da Novembre ad oggi perche` ho preferito vivere lontana dal faro che si era creato su “Daughters of the King” da tutta quella pubblicita` e tutta quella meravigliosa onda creatasi per far galleggiare un progetto che e` stato per me come un primo figlio, un progetto che mi ha aperto gli occhi dinnanzi ad una realta` che mi apparteneva anche se solo in parte.

Ho voluto stare in silezio anche perche` dopo il successo di “Daughters of the king” non avevo, e forse non la ho in parte nemmeno ora, idea di cosa avrei voluto fare del mio futuro e quali sarebbero stati i progetti a seguire. Ora che ho la mente un po` piu` chiara sul da farsi, sono pronta a comunicarvi che il 21 Maggio, 2014 si aprirà a Milano il MIA, il festival di fotografia e io vi parteciperò con il mio progetto “Daugheters of the King” sempre sponsorizzata dalla Ermanno Tedeschi Gallery.

Se ci siete, passate al nostro stand a fare un saluto e farvi firmare un mio libro.

a lechaim to love

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The Jewish wisdom speaks of neshamas, souls, and basherts, soul mates.
It is said that before we arrive to planet Earth, we are united with the other half of ourselves.
Once we hit the terrestrial life instead, we split in two and it will take time to find our other half once again. But it is there. It exists and it is looking for us as well. If we pray with a strong enough intention, we will reconnect. We will re-create “the original.” This is just exactly what my friend Folli and his soon-to-be Challah did this weekend: Found one another, felt in love and prepared to spend the rest of their lives together to recreate such unity they were both been born for. I was called to be the official photographer or their lechaim,their celebration.
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in un bagno di soddisfazioni

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Non sono sicura che l’altra mattina alzandomi da letto avrei predetto la giornata che mi attendeva. Non sono nemmeno sicura se rifarei esattamente tutto allo stesso modo. Ma soprattutto non sono sicura se sia valsa la pena rompere una macchina fotografia, scomodare una mia amica per portarmene un’altra da un usare in cambio e prendermi un raffreddore da premio Nobel per tutta l’acqua che ha penetrato ogni parte del mio corpo in un’intera giornata passata a scattare ciclisti nel buio cupo di un Brooklyn grondante.

Ma, mi viene da sorridere perché alla fine della fiera mi sono divertita davvero. Divertita di cuore come si diverte un bambino che gioca nella vasca da bagno con le paperelle di plastica…anche se loro sono impermeabili e non si rompono.

E quindi si lo rifarei e nemmeno per essere pubblicata, ma per la voglia che ho di sentire il prurito di un bagnato fatto di soddisfazioni che vengo solo da una giornata passata a fare quello che si ama fare. Scattare. Anche se poi si deve pagare il duro prezzo della sconfitta.

Altre foto della giornata qui su REPUBBLICA.IT

Dance until there is no tomorrow

Purim style fun in NYC.
JCC Purim Lesbian and Gay Party.
March 15, 2014

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Gli inizi sono sempre difficili

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“Gli inizi sono sempre difficili,” diceva un libro dello scrittore ebreo americano Chaim Potok che lessi quando avevo ancora solo 14 anni. Da qualche settimana a questa parte a me sembra di vivere attimi fatti solo di inizi: le discese ardite dove basta solo tenersi un attimo per non uscire fuori dalla slitta, sono un concetto dell’anno passato. L’anno nuovo ha portato solo salite impennate con poche soste per ammirare il panorama. Sono salite con massima pendenza che non mollano mai. Nemmeno ai tornanti. Sono così ripide che quando sali poi non sai proprio come ritornare giù. Questo non e` un lamento, ma piuttosto una considerazione. Non e` un rimpianto, ne’ uno sfogo, ma una condivisione. Perché e` sempre da questi momenti di “massima pendenza” che si tirano fuori le idee piu` interessanti. Sono i momenti decisivi in cui ci si ritrova nuovamente a considerare se stessi come “solo uomini” nel migliore dei significati possibili. Si tolgono le maschere di cera, ci si sveste del cappotto di arlecchino e si fanno i conti con quei panni vecchi e sporchi che ancora inquinano il nostro armadio e non ce la si fa a buttarli via e a tirare fuori l’aspirapolvere per raccattare i pezzi vecchi decrepiti. Perché volenti o non, oltre ai pidocchi e a cumuli di polvere, attaccati a questi panni ci sono storie indelebili di un passato intriso di paesi visitati, persone conosciute dall’eta` dei banchi di scuola ad oggi. Meno male pero` che ogni tanto ci si fa prendere dalla buona idea di portare i vestiti all’ingrosso e donarli in beneficenza. Con essi magari chissa`, un giorno finiranno per caderci anche le nostre storie nel bucato a 90 gradi che fanno per i panni usati lavando la nostra memoria incapace di riconnettere con questo presente perché troppo ancorata ad un passato che non c’e` piu’. Vabbe`, meno male pero` che intanto ci sono ancora, piegati la’ dentro, tutti in fila, ordinati per colore a ricordare ognuno un momento diverso, ognuno una persona. Non e` ancora tempo di lavatrici a secco qui. Fa freddo, il maglione intriso di storie serve ogni giorni, specialmente per i nuovi inizi.

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mother nature is a goddess

and her salty warm waters, pink sunrises and muddiness are music for my soul.
happy 2014 from Yam Hamelach world!!!

A night in nature in the quiet breeze of an Israeli winter was way superior to partying all night long anywhere else I could think of. Interior Peace levels are very high at the moment, let’s see how long they will last. Back into real life tomorrow. Italy for book presentations, closing-up the exhibit and then NYC in two weeks. Keep it moving and keep it breathing. The end side is always easier than the beginning, but the beginning is the most attractive and adrenaline-driven part of it all.

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xmas time in Jerusalem

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Once my friend Martha and I failed completely to take part to one of the million Christmas night mass in Jerusalem, we realized there was another thing we could do as Jew, go to the Kotel and take part to its magic when surrounded by emptiness. It was us, few other women, a handful of men and a crescent moon…I am back in Israel after one and half year. Baruch Aba!

Daughters of the King -The book-

Ladies and Gentlemen, here it is…after four years of photographing around the world, my images of Orthodox Jewish women are finally printed into a book edited by Burn Books. We already sold 210 copies in less than a week and we only printed 1,000 total. What a treat!

The book is available to purchase at http://www.federicavalabrega.com
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a dream that becomes reality-one month and counting…

Here we go, here we come. Today I start my count-down before my very, first photography exhibit and book presentation: Tuesday, November 26, 2013 at 6:30pm by the Ermanno Tedeschi Gallery in Rome- Via Portico D`Ottavia 7- tel +39-0645551063- info.roma@etgallery.it.
It has been such a trill preparing it. I have learned aspect of my job as a photographer I never thought existed, I have been working with a killer team always present in every decision and every change of heart. I have been busy, angry, sad, stressed more than I have been in the past 30 years of my life, but I know it will all come out to be for a very, very, very great reason.
This is only the beginning…the best is yet to come! Let’s hope the book is fresh out of print in time for the exhibit now!

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…more photos at the Gallery! Come on over!!!

da ragazzo volevo fare il calciatore…ma destino volle che divenni scrittore

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Esattamente 13 mesi fa mi arrivo’ un messaggio su facebook che diceva: “Fede, sei in Israele?” Io: “Si, Marco perche`?” Marco: “Perche` comincia il torneo della Nazionale Scrittori tra due giorni, se ti va di venire…” Io: “E chi sono costoro?” Marco: “Uno squadrone di calciatori scrittori.” Io: “Non ci credo. Spettacolo. Prendo il bus e son la`…”

Mai e poi mai avrei pensato di divertirmi cosi`. Mai e poi mai avrei creduto di passare cinque giornate con i Leoni di Haifa ed il loro ineguagliabile circo . Eppure mi fu dato l`onore.
Quest`anno invece non sono riuscita a presentarmi per il loro secondo debutto medio orientale (Leoni di Haifa alla potenza del 2), ma ho pensato bene di arrivare a sorpresa durante l’ amichevole contro i, cosi` soprannominati, “taglialegna” Norvegesi che forse i 3 goals avrebbero potuto pure risparmiarseli…

Ma ogni sconfitta, seppur amara e legnosa, e` pur sempre una vincita co ‘sti leoni che dentro pero` c`hanno er cuore de cioccolata. Quindi qualche foto io la posto comunque. Che sia per loro un buon presagio per una vittoria vicina, vicina.

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